Il tono volutamente polemico di questo titolo affonda le radici nelle affermazioni che i Nas e la Cao insieme al ministero della Salute e l’Università hanno fatto per denunciare il fenomeno dell’abusivismo sanitario: da un lato gli abusivi puri completamente senza titoli e quindi sconosciuti agli Ordini e al Fisco, dall’altro l’inquietante fenomeno delle lauree false in odontoiatria e medicina acquisite non studiando ma con denaro e qualche viaggio. L’allarme è quindi di tutela della salute pubblica e di chi la professione la fa sul serio e anche di chi vede i propri figli faticare per superare il test di ingresso e studiare duramente per superare gli esami. Non è solo la consueta furbizia con cui dobbiamo confrontarci in tutte le professioni, ma un’attività delinquenziale che comporta danni per la salute, danni per l’immagine di tutti i medici e concorrenza sleale nei riguardi di chi investe e paga le tasse nella propria professione. Si stima che i falsi dentisti in Italia siano 15mila e i Nas a fianco degli Ordini dei Medici in questa importante battaglia di civiltà scoprono e chiudono in media uno studio ogni tre giorni; ma se l’abusivo si fornisce di una laurea comprata ma legalmente riconosciuta ci troviamo di fronte ad un incompetente scorretto legalmente non punibile. I Nas ricordano che nelle loro attività ispettive sono stati identificati anche falsi fisioterapisti, sedicenti dottori di medicina estetica, dietologi, falsi infermieri, ed è evidente che le carenze culturali di questi personaggi possono provocare danni gravissimi all’incauto paziente. L’esercizio abusivo di una professione sanitaria oltre che un reato in senso stretto è un reato etico perché contro la persona e come tale rientra fra le tutele che l’Ordine dei Medici deve ai cittadini. Per tutto questo il problema, che sta cambiando di caratteristiche in questo periodo, deve essere monitorato con la massima attenzione, sfruttando tutte le sinergie che gli Ordini, i Nas e l’Università possono mettere in atto.
Il Giornale della Previdenza dei Medici e degli Odontoiatri - Giovanni Cananzi - 5/2010