Luca Carrara, a 34 anni, debutta con i colori azzurri ai Giochi invernali di Vancouver.
“Per la prima volta nella sua storia l’Italia potrà assistere alle prestazioni di grandi campioni che hanno realizzato un sogno”.
Così Luca Pancalli, presidente del Comitato paralimpico, ieri, ha ‘benedetto’ il sontuoso programma di dirette imbastite da Sky per le Paralimpiadi invernali di Vancouver (12-21 marzo). E se c’è un atleta, nella spedizione azzurra, che ‘realizza un sogno’, questi è Luca Carrara. Vicecampione italiano di slalom, 34 anni, bergamasco della società ‘Sbs’, impiegato nella vita, è alla prima Paralimpiade: “Durante Torino 2006 mi sono detto: devo andare a Vancouver”. Carrara farà Gigante (il 18) e slalom (il 20).
D: Carrara, questo è sport vero.
R: In Gigante e SuperG si va in media fino a 70/80 all’ora. Nella libera dai 100 km/h dei ‘blind’ (i ciechi) ai 130 e passa dagli ‘standing’ (amputati che gareggiano in piedi). Alle Iene Giorgio Rocca scese con una gamba sola contro Florian Planker. Che vinse.
D: Qual è la sua storia?
R: Facevo fondo. A 15 anni, per un osteosarcoma, mi hanno amputato la gamba destra. A 25 volli riprendere, ma con lo sci alpino. Mi irritava che la gente mi guardasse. Poi ho capito che la curiosità non è morbosa: ti guardano perché stai facendo una cosa straordinaria...
D: Lei è anche fortunato.
R: Sì. Perchè da ragazzino mi notò Belingheri, maestro dei maestri, e perché il mio datore di lavoro è comprensivo e mi da i permessi che mi servono per allenarmi: giorgi e giorni alla settimana per mesi. Mi ha detto: “Un’occasione così ti capita una volta. Vai!”
D: pochi i fondi ai paralimpici?
R: Il Cip fa i miracoli con ciò che ha. Ma in Austria, ma perfino in Australia o Spagna, ci sono mezzi in grado di portare i paralimpici alle soglie del professionismo. Da noi c’è più amatorialità. Balasso, Del Maistro e la Corradini sono Fiamme Azzurre: ma sono eccezioni.
D: Che dire a un ragazzo nelle condizioni in cui si trovò lei?
R: Devi fare quello che senti. E trovare chi ti spalleggi.
Metro Roma - Sergio Rizza - 5 marzo 2010
'Si punta a 4 medaglie. Minimo.'
La spedizione italiana che a Vancouver, da sabato 13, parteciperà alle gare paralimpiadi invernali, è composta da 35 atleti su un totale di circa 600 (da 40 nazioni). Nove azzurri sono iscritti per lo sci alpino, 6 per lo sci nordico, 5 per il curling e 15 per lo sledge hockey. L’Italia, che vanta 52 medaglie da Innsbruck ’84 ad oggi (11° posto, comandano Germania e Austria con 289 e 269) “punta a quattro medaglie”, ha detto ieri il capo della delegazione azzurra Marco Giunio De Sanctis, “è il minimo che ci si possa aspettare. L’esperienza di Torino 2006 con 8 medaglie conquistate resta irripetibile”.
Metro Roma