4 nov
2009

L'air-bag per le vertebre

Meeting di specialisti sui progressi della cifoplastica

La cifoplastica ottiene una sorta di bollino di qualità. Il trattamento per la cura delle fratture vertebrali con l’inserimento di un palloncino nelle ossa, è stato oggetto di studio della prestigiosa rivista The Lancet, una delle più prestigiose pubblicazioni scientifiche del mondo. La ricerca ha coinvolto 300 pazienti di 21 centri clinici di 8 diversi Paesi e il risultato è stato che rispetto ai pazienti curati con trattamenti conservativi, quelli sottoposti a cifoplastica hanno avuto un tempo più rapido di recupero e meno bisogno di analgesici o di supporti alla deambulazione rispetto ai pazienti trattati non chirurgicamente. Dei risultati di questa ricerca si parlerà al 94° congresso nazionale della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (SIOT) che si terrà a Milano da sabato (7 novembre) a mercoledì prossimo, che riunirà i maggiori esperti e specialisti. Intanto si sa che questa specie di air-bag per le vertebre - inserito attraverso un tecnica chirurgica minimamente invasiva - è già stata applicata a più di 500 mila pazienti in tutto il mondo.
“Rispetto al trattamento conservativo, i pazienti sottoposti alla cifoplastica con palloncino hanno minori limitazioni funzionali - spiega il professor Carlo Ambrogio Logroscino, direttore del Dipartimento di ortopedia e della divisione di chirurgia vertebrale del Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma - con un risultato che si mantiene stabile entro prolungati periodi di tempo e con evidente e significativa riduzione dell’uso di farmaci antalgici e tutori ortopedici. Già un mese dopo l’intervento, i pazienti presentano un miglioramento nella qualità di vita e nelle attività funzionali di competenza rachidea, registrando nel contempo una riduzione o remissione della sintomatologia dolorosa”. Si ritiene che la cifoplastica vada impiegata quanto prima rispetto all’individuazione delle fratture vertebrali da decompressione, fratture identificabili attraverso la risonanza magnetica e la Moc e associabili ad eventuale osteoporosi. Tra i segnali d’allarme per identificare una frattura vertebrale, il più comune è il mal di schiena. Uno dei problemi è infatti la sottovalutazione della malattia.
Da considerare che sono oltre 5 milioni gli italiani, per lo più donne, che soffrono di osteoporosi. E ogni anno arrivano a 250 mila le fratture che si verificano a causa della fragilità delle ossa. Di queste addirittura 150 mila riguardano la colonna vertebrale, anche se solo un terzo finiscono all’attenzione medica, con la conseguenza che la mancata cura aumenta di cinque volte il rischio di ulteriori fratture. Per questo è importante riconoscerle e curarle. La cifoplastica è un intervento che consiste nell’inserimento di un palloncino fra le vertebre. Palloncino che viene quindi gonfiato per sollevare la vertebra collassata e farle recuperare la sua posizione normale. Il gonfiaggio del palloncino crea uno spazio vuoto all’interno del corpo vertebrale. Una volta che la vertebra è nella posizione corretta, il palloncino viene rimosso e la cavità prodotta viene riempita a bassa pressione con cemento osseo ad alta viscosità (simile a quella di una pasta dentifricia) per sostenere l’osso e prevenire potenzialmente successivi cedimenti. In genere la procedura viene eseguita su entrambi i lati del corpo vertebrale. Il palloncino, oltre a stabilizzare la frattura, ripristina l’altezza del corpo vertebrale e ne corregge la deformazione.


QN Il Resto del Carlino La Nazione Il Giorno - Olga Mugnaini - 3 novembre 2009
 

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