1 set
2009

Terme: vie respiratorie in buone acque

Dai bambini agli adulti, guida completa alle terapie

Alcune delle principali patologie delle vie aeree superiori croniche o recidivanti possono essere curate con la forma più antica e semplice di cura medica che l’uomo applica da oltre 2500 anni: l’acqua termale.
La crenoterapia utilizza acque minerali sorgive che contengono disciolte sostanze capaci di conferire loro specifiche proprietà terapeutiche se usate al momento giusto e con corrette modalità.
Le acque minerali più usate in Orl (Otorinolaringoiatria) sono le salsobromoiodiche, le sulfuree, le clorobicarbonate. Tutte possiedono proprietà comuni quali quelle di diminuire la viscosità delle secrezioni e quella vasoattiva legata alla loro temperatura. Le acque salsobromoiodiche ipertoniche - antisettiche per la presenza dello iodio, capaci di stimolare il sistema immunitario e favorire il movimento ciliare - sono indicate nel trattamento di riniti e rinofaringiti catarrali croniche o recidivanti, di adenoiditi ipertrofiche, di riniti atrofiche e, soprattutto, nelle flogosi rino-otologiche infantili perché riescono a migliorare la situazione immunitaria locale, oltre che nelle rinosinusiti a prevalente impronta atrofica, più comuni nell’età adulta e senile per fenomeni allergici.
Le acque sulfuree ricche di zolfo aumentano la clearance mucociliare, riducono la congestione flogistica, sono indicate nelle rinosinusiti catarrali semplici o purulente croniche o ricorrenti e nelle riniti acute recidivanti.
Le acque clorobicarbonate hanno, invece, un’azione miorilassante, decongestionante, antiallergica e antistaminica: sono, quindi, utili nelle forme allergiche e vasomotorie.
Le tecniche crenoterapiche in ambito Orl possono essere suddivise in cure regionali (inalazioni, humages, nebulizzazioni, aerosol) e cure locali (insufflazioni tubo timpaniche, irrigazioni nasali): tutte hanno lo scopo di frazionare l’acqua termale in particelle che possono essere respirate o insufflate sotto forma di nebbia, o di utilizzare direttamente i gas che si liberano alla superfice dell’acqua stessa. La crenoterapia viene, perciò, utilmente impiegata senza limiti di età sia come cura che come prevenzione nei clienti con patologie croniche mal controllate con le abituali terapie mediche, in quelli affetti da infezioni ricorrenti delle alte vie respiratorie, in quelli operati per rinosinusite purulenta o iperplastica, in quelli con sindrome rinosinusobronchiale o da allergie respiratorie e nelle patologie croniche allo scopo di ridurre la terapia medica durante l’anno.
Inoltre la crenoterapia può essere prescritta con efficacia in età pediatrica dove la patologia è meno radicata e l’attività immunitaria esaltata.
Le controindicazioni? Pochissime. La Tbc in fase attiva, le insufficienze cardiache o respiratorie e alcune collagenopatie.

Dr.ssa Maria Lodovica Malkowski - Specialista in Idrologia Medica
QN Il Resto del Carlino - La Nazione - Il Giorno - 1 settembre 2009
 

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