Lassù, in alto, in sella al suo cavallo non ha più paura. Non sente il dolore e può guardare lontano. Fino alle Olimpiadi del 2012. Sara Morganti è una campionessa paralimpica di equitazione, stella della nazionale italiana. Ma è anche una giovane donna malata di sclerosi multipla oltre che di agonismo. Con la forza e l’energia di una tigre. Le carte in regola, gli ori e gli argenti ci sono tutti. Quel che manca – l’ultimo ostacolo da saltare – sono le risorse. Economiche. La “benzina” per partecipare alle ultime due gare che la separano dalla qualificazione. E’ per questo che Sara ha deciso di scrivere una mail a un altro campione che di fatica e di discipline “povere” ne sa qualcosa: il fiorettista Salvatore Sanzo, anche lui pisano, assessore provinciale allo sport da meno di due settimane.
Nella lettera – dice Sanzo – c’era una frase: “Fin da piccola sognavo di partecipare alle Olimpiadi”. Io so cosa vuol dire. E’ per questo che ho deciso di aiutarla lanciando un appello a chiunque possa darle una mano a sostenere le spese per le gare’. Ovvero i Campionati Italiani di Varese dal 23 al 26 luglio e gli Europei in Norvegia dal 19 al 23 agosto. Sara ha 33 anni, è laureata, sposata (suo marito è in missione in Afghanistan) ed è malata da sempre anche se la diagnosi è arrivata solo a 19 anni quando la passione per l’equitazione l’aveva già rapita. ‘Ho continuato a montare nonostante tutto – racconta Sara – andare a cavallo mi ha sempre reso felice. Mi mancavano però il brivido della competizione’. Sara scopre così nel 2005 che a Viareggio c’è un centro ippico per atleti disabili e vince un oro e un argento. Poi ancora un altro stop – un dolore neurologico cronico – che però non la ferma. La strada per le Olimpiadi si riapre: ‘Ho ripreso ad allenarmi presso l’Asd del Drago di Pisa, vincendo due ori nel tecnico e nel freestyle, il premio d’onore come miglior risultato tecnico assoluto e quello come migliore amazzone ai Campionati italiani assoluti paralimpici’. Adesso manca l’ultimo passo: il suo cavallo, comprato nel 2006, è ammalato e non può gareggiare. ‘Attualmente sto montando il cavallo di un’amica’. Ma il mantenimento costa. E per le due gare Sara ha bisogno di un accompagnatore, costo che la Federazione non copre. Ora tocca agli sponsor.
QN - Il Resto del Carlino - La Nazione - Il Giorno - Francesca Bianchi - 8 luglio 2009