Cissokho sì, Cissokho no (*). Tutto questo, secondo alcuni, per un problema di denti. Si è letto anche di una sindrome retto-adduttoria, conosciuta dai più col nome di pubalgia, sufficiente di per sé a porre quesiti sul rendimento futuro, trattandosi il più delle volte di alterazioni strutturali a livello di sinfisi pubica derivanti da ripetute e gravose sollecitazioni che agiscono sul complesso articolare e osteotendineo giunzionale del pube, potenziate nella loro lesività dall’uso di calzature che aumentano l’attrito con il terreno. E’ un problema, ahinoi, ricorrente in traumatologia dello sport con rimedi talvolta problematici.
Per tornare al campo dentario, è plausibile il collegamento della pubalgia a difetti di masticazione, sui quali odontoiatri ed osteopati si accaniscono sempre di più in questi ultimi anni con utilizzo di appositi bytes o di estrazioni dentarie, mettendo in connessione questo difetto con problemi posturali e conseguenti alterazioni a livello delle catene muscolari: in presenza di cattiva occlusione, meglio conosciuta come malocclusione (causata da problemi dentali, di conformazione della mandibola e del mascellare, o dell’articolazione temporo-mandibolare), si determina un’alterazione della posizione della mandibola nei tre piani dello spazio, la quale a sua volta, produce un lavoro anomalo di tutti i muscoli ad essa collegati fino a riflettersi nelle cosidette catene muscolari periferiche con atteggiamenti viziati di vari distretti, ivi compreso quello della sinfisi pubica. E’ questa, in definitiva, la causa più probabile delle incertezze manifestate dai medici del Milan, mentre sempre in sede milanese (Inter) si avrebbe un atteggiamento più indulgente. La sorpresa di queste due diverse tendenze è solo in parte giustificata: si tratta di scommettere sul domani, mai pronosticabile con certezza, sia pure prevedendo tutti i sussidi preventivi e riabilitativi, sempre tenendo presente che in casi del genere la scelta del medico è a proprio rischio e pericolo. Buona regola, in questi casi, è limitare il parere all’ambito dell’opinabilità, raccomandando soprattutto sull’inizio un impiego graduale e oculato dell’atleta in questione.
(*) difensore del Porto F.C.
La Nazione - Roberto Baldi - 5 luglio 2009