In Europa si verifica uno di questi traumi ogni 30 secondi
A doversi fare le ossa sono sempre più donne. L’osteoporosi, nemico femminile subdolo e silenzioso, non si accontenta di colpire 5 milioni di persone in Italia, di cui l’80 per cento sono donne, ma arriverà a raddoppiare le “vittime” fra il 2010 e il 2020, almeno stando alle previsioni. Per questo si sente la necessità di “uscirne a testa alta, parlandone apertamente”, dice l’endocrinologa dell’Università di Firenze Maria Luisa Brandi - presidente di Firmo, la fondazione italiana ricerca malattie ossee -, parafrasando il tema della giornata mondiale dell’osteoporosi che si è celebrata ieri. L’obiettivo? “Patrimonializzare l’osso. Un po’ come facciamo con i nostri soldi”, continua la Brandi. Da qui la necessità di pensare alla prevenzione e immaginarsi un “nemico” sempre in agguato.
Quindi non si devono sottovalutare né la dieta, né l’attività fisica, né i rischi connessi al fumo e al consumo di alcolici. Infine, un altro aspetto da tenere in considerazione, è la qualità della vita. Chi soffre di osteoporosi ha le ossa talmente fragili che non è in grado di resistere a traumi anche minori. Si conta, infatti, che in Europa ogni 30 secondi qualcuno si fratturerà a causa di questa patologia. E il rapporto, fra gli over 50, è di una donna su tre, contro un uomo su cinque. Dati che tenderanno ad aumentare con l’allungamento dell’aspettativa di vita, arrivando a raddoppiare a quota 1 milione nel 2050, in Europa, l’incidenza della frattura del femore. Per questo, altre alle nuove terapie contro questa malattia, occorre pensare a tecniche di intervento in grado di eliminare il dolore e le difficoltà motorie conseguenti a fratture vertebrali da osteoporosi. E per fratturarsi, purtroppo, basta poco.
La conferma arriva dal professor Leo Massari - ordinario di Malattie dell’apparato locomotore dell’Università di Ferrara e direttore dell’U.O. di Clinica Ortopedica e Traumatologica dell’Azienda ospedaliera-universitaria di Ferrara - che ammette: “Per una persona anziana già sollevare una cassa con 6 bottiglie d’acqua è un rischio. In pazienti con osteoporosi (o altre condizioni in grado di indebolire l’osso) una frattura prima, il cedimento e il collasso poi, del corpo vertebrale indica cambiamento della postura, persistente mal di schiena e limitata mobilità. Per questo suggerisco la cifoplastica con palloncino, un rimedio che perlomeno migliora la qualità della vita”.
Professore in cosa consiste questa tecnica?
“Nell’introdurre nel corpo vertebrale fratturato due sonde che terminano con un palloncino. Questo viene gonfiato attraverso una siringa e, mentre si procede, si monitora, attraverso una strumentazione ad hoc, che tutto stia andando per il meglio. Una volta che il palloncino è stato gonfiato correttamente, si inserisce il cemento osseo nella cavità lasciata libera dal palloncino stesso”.
Quanto tempo ci vuole?
“L’intervento dura mediamente 40-45 minuti per vertebra. Dopo l’intervento , per precauzione il paziente resta in osservazione per 24 ore”.
Quali sono le alternative alla cifoplastica con palloncino?
“In caso di dolori alla schiena in seguito a frattura vertebrale, al paziente viene prescrittto un busto semirigido, l’immobilizzazione prolungata e l’assunzione di antidolorifici. Se dopo tre settimane la sintomatologia dolorosa non è migliorata e la vertebra è ancora più schiacciata, si consiglia la cifoplastica”.
Dopo l’intervento il dolore svanisce?
“Si hanno ottimi risultati subito dopo l’operazione. Ma attenzione: non è una terapia contro l’osteoporosi. Piuttosto è una terapia per alleviare il dolore”.
Quindi come si dovrebbe procedere?
“Per migliorare il dolore e la qualità della vita procedere con la cifoplastica, poi è necessario un approccio integrato per individuare meglio la terapia farmacologica più adeguata capace di migliorare la quantità e la qulità dell’osso”.
La cifoplastica avrà degli effetti collaterali, però…
“Ci possono essere dei problemi se il cemento fuoriesce dal corpo vertebrale, oppure nel caso si usi il cemento per 7 o 8 vertebre, ma lo sconsiglio. Oggi, poi, rispetto a qualche anno fa si stanno studiando dei cementi a base di fosfato di calcio che potranno essere usati non solo nelle fratture vertebrali da osteoporosi, appannaggio soprattutto delle persone anziane, ma anche per fratture che riguardano ragazzi giovani”.
QN - Rosalba Carbutti - 21 ottobre 2008