La diffusione della pratica sportiva espone a numerose patologie da sovraccarico (tendiniti, borsiti, strappi muscolari) e traumatiche (lesioni ai legamenti, ai menischi, fratture ossee).
Il fisiatra interviene a livello di prevenzione e di cura con rinnovata competenza, basando il proprio intervento su solide evidenze scientifiche. Un tempo, la riabilitazione si basava su filosofie" tramandate da medico a medico o da massaggiatore a massaggiatore.
La premessa era: "Si è sempre fatto così", o "È l´unica cosa da fare". Ora, si pone l´enfasi sul rispetto dei tempi biologici di riparazione della struttura lesa, sul livello di tolleranza del dolore da parte dell´atleta, sulla necessità della ripresa dell´attività in tempi brevi sempre nel rispetto della "salute"dell´individuo. In presenza di una lesione, il fisiatra dovrà ricercare soluzioni che rispondano al meglio alle esigenze dell´atleta.
La presenza capillare sul territorio di servizi ambulatoriali di medicina fisica e riabilitativa costituiti dal fisiatra, dal terapista, dal massaggiatore, garantisce un´assistenza precoce dell´infortunato. Il progetto riabilitativo formulato dal flsiatra deve comprendere anche una fase di "riatletizzazione" in collaborazione con il laureato in Scienze motorie, che provvederà a restituire il patrimonio neuromotorio tipico di ogni specialità agonistica.
È fondamentale che l´atleta si rivolga allo specialista ai primi segni di sospetta lesione, per ricevere un corretto inquadramento diagnostico e riabilitativo.
Per esempio, in età evolutiva, la diffusa ricerca del miglioramento della prestazione ha introdotto sistemi di allenamento simili a quelli dell´adulto, determinando l´insorgenza di tendinopatie inserzionali del ginocchio (morbo di Osgood - Schlatter). Il riconoscimento precoce del disturbo determina una sospensione dell´attività sportiva di un solo mese, invece dei sei mesi necessari quando la malattia è ormai completamente instaurata. Nell´adulto, sono frequenti le lesioni a carico delle ossa, dei legamenti, dei menischi e dei muscoli.
La moderna chirurgia non impone, nella maggioranza dei casi, immobilizzazioni articolari e l´intervento di riabilitazione è immediatamente rivolto al recupero della forza muscolare attraverso l´uso dell´elettroterapia di stimolazione, delle tecniche di esercizio con elastici, in acqua e di propriocezione. Attraverso l´impiego di apparecchiature isocinetiche è possibile abbreviare i tempi di recupero della forza muscolare e misurame il livello. I sistemi di esercizio propriocettivo si avvalgono di pedane computerizzate al fine di monitorare i progressi dell´atleta. Tutti questi sistemi permettono di restituire l´atleta all´attività agonistica in tempi brevi, al riparo da recidive.
Il patrimonio di conoscenze biomeccaniche tipico della fisiatria permette non solo interventi di recupero postchirurgici, ma anche di prevenzione e cura. In caso di lesioni della cuffia dei rotatori della spalla il rinforzo specifico dei muscoli stabihzzatori permette il recupero dell´atleta, in una elevata percentuale dei casi, senza il ricorso alla chirurgia.
SIMFER - 25 luglio 2007