Campionissimi oltre ogni limite


Sport per disabiliTORINO - Simona danza. Simona dipinge, In un quadro, " L´abbraccio ", l´intreccio di due mani e due piedi. Simona guida, un´auto modificata. Simona è nata senza braccia. Piedi come mani, piedi come ali. " Il messaggio? Che i veri limiti sono gli occhi di chi ci guarda, e che esistono solo persone ".

 

Un´edizione da record

Simona Atzori, milanese trentadue anni, pittrice, poetessa e ballerina, un sorriso che è un sequestro di persona, non è qui per gareggiare, ma per partecipare alla cerimonia di apertura delle Paralimpiadi, con un pas de duex, in un momento di danza comune, ballerini disabili e no, che sarà uno dei passaggi centrali dell´inaugurazione di questa nona edizione da record, per numero di partecipanti e di nazioni rappresentate, dei Giochi paralimpici. Con Simona, un´altra protagonista sarà una bambina non vedente di undici anni. Silvia Battaglio accenderà il braciere olimpico e consegnerà a Paola Fantato, arciere azzurra in carrozzina che ha partecipato anche all´Olimpiade di Atlanta, la freccia con cui verrà abbattuto l´enorme muro, a significare il crollo e l´abbattimento di barriere, fisiche e psicologiche, di pregiudizi e divisioni.

Dal varco che si aprirà in quel muro, entreranno le squadre. Si apriranno così, con una cerimonia di due ore preparata come un grande show, dai continui richiami e contenuti simbolici, davanti al presidente Ciampi, le Paralimpiadi torinesi, la seconda festa in città dopo i Giochi, con 500 atleti e 40 nazioni in gara in 5 specialità, sci, fondo, biathlon, hockey, curling. " Uno spettacolo che unisce in un grande ed unico abbraccio tutti coloro che hanno scelto di non arrendersi ", spiega il produttore esecutivo della cerimonia, Marco Balich. Oltre ogni limite, oltre ogni barriera, il senso è questo, parlando di Paralimpiadi si può anche molto lontano, molto oltre lo sport, sperando di avere la delicatezza, la cura e la preparazione per farlo, temendo soprattutto di non averle.

 

Contro tutti i pregiudizi

Una cerimonia a testa alta e che fa la voce grossa, contro i pregiudizi, perché chiunque in cuor suo ha un limite da superare ", aggiunge l´autore, Alfredo Accatino. Parole come frecce, ne sono state usate tante, in questi di vigilia delle Paralimpiadi, per spiegarne il significato. Per chiedere attenzione vera, non ipocrisia, non pietismo. Come quelle del presidente del comitato, Tiziana Nasi: " Sono un grande evento sportivo, sociale e culturale, esistono abilità diverse, non minori ". I protagonisti di stasera, per abbattere quel muro, saranno diversamente abili e normalmente abili, " non più due mondi separati, lo stesso mondo ", spiegano ancora gli organizzatori. Non citano Einstein, quando alla domanda su che cosa scrive sul passaporto rispondono " razza umana ", che include e supera le differenze, ma fanno riferimento a Omero, Cervantes, Borges, Beethoven, " che hanno costruito il mondo superando limiti, difficoltà, pregiudizi ".

 

Le voci di Messner e Zanardi

A dare voce a un messaggio e corpo a un esempio, Reinhold Messner e Alex Zanardi. " In questi giorni di gare vedremo uomini e donne che hanno saputo reagire e che possono fare da esempio per chi è portatore di handicap e si rinchiude in casa a guardare il soffitto ", lui, Zanardi, che ha continuato a correre e a vincere, anche contro i normodotati. La presenza di Ligabue per lo spettacolo, la parte istituzionale con i messaggi del Capo dello Stato, di Tiziana Nasi, del numero uno dell´Ipc ( equivalente per lo sport paralimpico del Cio ), sir Phil Crafen.

 

Capello, Del Piero e Pulici

La fanfara dei Bersaglieri, il picchetto d´onore degli Alpini, giochi di laser e fuochi d´artificio, l´uso della plastica riciclata per i costumi, la bandiera paralimpica che sarà portata da otto campioni diversamente abili, mentre altri campioni e uomini del presente e del passato di altri sport, da Del Piero a Pulici, da Capello ai vincitori di medaglie olimpiche, faranno da sostenitori e da cornice. La fiaccola verrà lanciata in cielo con la sua scia di passione.

La Nazione - Alessandro Fiesoli - 10 marzo 2006

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