Siamo quelli che non mollano mai

Torino - " Lo sport non fa differenze", ecco il messaggio di queste Paralimpiadi.

D: La medaglia più bella che vorrebbe vincere, presidente Pancalli?
R: "Convincere tanti ragazzi disabili, che guarderanno le gare alla tv, ad avvicinarsi alla pratica sportiva, a non abbattersi, a non demolarizzarsi. Sarebbe l´oro più importante".

D: Come dimostra la sua storia : era il 1981, quando tornò in carrozzina, come ha raccontato, da una gara internazionale di pentathlon, per una caduta da cavallo. Era una promessa azzurra, è diventato pluricampione paralimpico nel nuoto, da tre anni presidente del Comitato italiano paralimpico e vicepresidente del Coni. Avvocato, 41 anni, sposato, 2 figli. Ha detto che considera quell´anno il più bello della sua vita.
R: "Lo confermo, mi ha arricchito di nuovi valori, di nuove sensibilità, a valorizzare la quotidianità. Rivorrei la stessa vita. Ma ne parlo con molto pudore. La mia è una storia semplice, tranquilla, i veri, grandi drammi sono altri. Lo sport mi ha insegnato equilibrio ed umiltà".

D: Pudore, attenzione, cultura anche per avvicinarsi a questi Giochi.
R: "Vedo più sensibilità per le Paralimpiadi. Un segnale di crescita anche per il Paese, ne sono convinto".

D: Un´occasione importante
R: "Lo dimostra, vedendo i nostri azzurri, anche il fatto di essere riusciti ad aumentare i premi medaglia quasi al livello dell´Olimpiade: 70 mila euro per l´oro, 35 mila per l´argento, 25 mila per il bronzo. Ora si tratta di vedere se riusciremo a salirci, sul podio".

D: Che cosa teme?
R: "Un messaggio sbagliato, parole non appropriate, occorre evitare ad ogni costo un atteggiamento pietistico, si tratta di atleti a tutti gli effetti. E lo sport è un grande comunicatore, un formidabile strumento di promozione anche sociale".

D: La passione vince ogni sfida, è uno degli slogan dei Giochi.
R: "Vale per tutte le gare come per la vita di tutti i giorni. Nel collocamento mirato nello sport, nell´integrazione scolastica, nel rendere accessibili palazzi, musei, teatri, sale cinematografiche. Negli ultimi vent´anni il paese ha preso una strada nuova, ma c´è ancora molto da fare".

D: Quanti sono gli atleti iscritti alla sua federazione?
R: "Ventimila. Fra grandi difficoltà, dagli impianti al costo delle attrezzature".

D: I soldi ci sono?
R: "Un milione e otto dal Coni all´anno, più la sede, 500 mila euro dallo Stato. Non siamo al livello delle nazioni all´avanguardia, come Germania, Spagna, Francia, Inghilterra, che per i loro comitati paralimpici investono da sei ai dieci milioni di euro all´anno".

D: Ci sono momenti difficili per organizzare questi Giochi, dopo i tagli in Finanziaria.
R: "Ma ce l´abbiamo fatta, con l´intervento degli sponsor, con l´aiuto degli enti locali. Ho sempre avuto fiducia. Un´edizione record, 40 nazioni, la tv di tutto il mondo, ed è la prima volta, anche in Africa e in Sud America. E´ un grande segnale, per tanti ragazzi che non devono arrendersi".

 

La Nazione - Alessandro Fiesoli - 10 marzo 2006
 

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