7 giu
2008

Un robot come badante - La tecnologia per la terza età

Quando la tecnologia incontra la terza età, la badante diventa un robot.

O più macchine robotiche per aiutare le persone anziane affette da problemi fisici o impossibilitati a muoversi, a mangiare, a bere o a fare esercizi. Sono tanti i progetti esposti in occasione della VI conferenza della società internazionale di gerontologia (www.gerentechnology), l’organizzazione che si occupa dello studio degli aspetti biologici, sociali, psicologi e medici connessi all’invecchiamento della popolazione, ma soprattutto punta alla ricerca di nuove tecnologie che mirino a migliorare la qualità della vita degli anziani.

Il convegno che si è tenuto nei giorni scorsi al Palazzo dei Congressi di Pisa è stato organizzato dalla scuola superiore Sant’Anna insieme a ricercatori giunti da tutto il mondo per presentare alcuni dei progetti più importanti.Tra le idee più significative, coordinate tra gli altri dal ricercatore del polo Sant’Anna Silvestro Micera, e a cui il polo Sant’Anna Valdera diretto da Paolo Dario e la scuola superiore Sant’Anna diretta da Maria Chiara Carrozza stanno lavorando e testando, ci sono realtà innovative come l’Ambient assistant living, cioè un progetto che interviene sulla struttura stessa della casa attraverso sistemi ergonomicamente utili.

“Per una persona anziana, infatti, - spiega Micera - se affetta da particolari patologie fisiche o semplicemente da artrosi, anche aprire una scatola di tonno può diventare difficile. Si passa perciò dalla semplice ergonomia al robot umanoide”. Strumenti robotici come il braccio meccanico che prende il cibo dal piatto e lo porta fino alla bocca, la cannula per bere con sopra alcuni sensori con cui può comprendere le esigenze dell’anziano in base al tocco delle labbra. E poi sensori anche in casa per rendere l’ambiente a misura d’anziano.

Tutti questi prototipi vengono poi testati dalla Sant’Anna con gli utenti nella casa domotica-laboratorio a Peccioli. Tra i progetti anche un programma di riabilitazione motoria post-ictus e una linea di giochi cognitivi (tipo videogiochi) per l’attività degli arti. Ma non solo.

La scuola Sant’Anna era presente alla conferenza mondiale anche con la ormai famosa ‘cyber-hand’, la mano cibernetica con 40 sensori e oltre 1000 posizioni possibili, tre falangi e la possibilità del pollice opponibile.Una mano attivata da un’interfaccia neurale impiantata nel sistema nervoso periferico che si muove rispondendo agli impulsi da esso provenienti e tra due mesi avrà anche impulsi tattili.

Il futuro è ormai presente. Rimane un unico ostacolo: l’impatto economico. “Durante la conferenza - conclude Micera - è stato stabilito un workshop per discutere proprio di quali sistemi utilizzare per rendere più gestibili i problemi economici dell’invecchiamento.

La proposta che faremo è quella di provare ad inserire all’interno dell’assicurazione sulla vita anche la copertura di elementi tecnologici, atti all’assistenza della persona anziana. In questo modo speriamo di riuscire a diffondere questi strumenti affinchè diventino di uso comune”.

La Nazione - Chiara Dell’Omodarme - 7 giugno 2008



 

Torna in cima alla pagina

Realizzazione Siti Web e Portali Verticali - Rel. 1.00