5 dic
2007

La mano robot legge il pensiero. "Creatura" del Polo Valdera

Un uomo che indossa una cuffia con gli elettrodi per l’elettroencefalogramma immagina dei movimenti della mano e l’attività elettrica del suo cervello viene tradotta in istruzioni che fanno muovere una mano robotica, snodata e flessibile come una mano umana.

E’ il primo risultato del progetto Neuromath, illustrata ieri a Roma alla presenza della direttrice della Scuola Sant’Anna, Maria Chiara Carrozza.

Quella messa a punto in Italia dalla Scuola Superiore Sant’Anna-Polo Valdera, Fondazione Santa Lucia e Università di Roma “La Sapienza” non è la prima mano controllata “con il pensiero” finora realizzata, ma è riconosciuta dagli esperti come la più avanzata e sofisticata.

La mano robotica è stata progettata come dispositivo per la riabilitazione. “L’obiettivo a lungo termine è trasformarla in una protesi robotica per persone amputate che possa generare movimenti su impulso dei segnali elettrici del cervello”, ha detto il responsabile del progetto Neuromath, Fabio Babiloni, dell’Università La Sapienza. “L’idea di fondo – ha aggiunto – è che il pensiero possa far muovere oggetti e dispositivi”.

 

Articolo pubblicato su La Nazione - 05 dicembre 2007

Torna in cima alla pagina

Realizzazione Siti Web e Portali Verticali - Rel. 1.00