Pistorius secondo nei 400 al Golden Gala
ROMA - Sulla pista dell´Olimpico Oscar Pistorius ha coronato uno dei tanti sogni della sua vita: lui, senza gambe da quando aveva 11 mesi, per la prima volta ha corso i 400 metri accanto agli atleti cosiddetti normodotati, in una gara a inviti nell´ambito del Golden Gala, ed è arrivato secondo.
Ha impiegato 46" 90, 18 centesimi in più di Stefano Braciola. Il pubblico romano lo ha incoraggiato a lungo prima della gara, ha trattenuto il fiato quando ha visto la sua partenza stentata, con quelle costosissime protesi di carbonio ( 25 milioni di euro ) che lo fanno correre ma non garantiscono velocità all´uscita dai blocchi, e poi lo ha applaudito in quella sua lunga rimonta, prima timida poi sempre più prepotente fino a esplodere sul rettilineo finale.
" E´ stata un´emozione incredibile, è bellissimo essere qui - ha detto subito dopo la conclusione della gara -. Ho lavorato tantissimo, anche i ragazzi che hanno gareggiato con me sono stati fantastici. Domenica gareggerò a Sheffield in una gara ufficiale, ma il mio sogno restano le Olimpiadi ".
ECCOLO, il grande insegnamento di Oscar Pistorius, sudafricano non ancora ventunenne, al di là degli studi che i tecnici della federazione internazionale di atletica leggera produrranno dopo aver vivisezionato, ieri sera, la corsa dell´uomo senza gambe. Avere sogni, uno sport spesso dimenticato dalle persone cosiddette normali.
Emozionate dall´impresa e dalle straordinaria forza di un giovane che non si accontenta più di stravincere con le persone disabili come lui. " Sono solo un uomo senza gambe che corre ", continua a ripetere per vincere la meraviglia di chi lo guarda. Intanto, il dibattito sulla "regolarità " delle protesi di Pistorius si arricchisce con il contributo di Angelo Cappello, docente di Bioingegneria della riabilitazione all´Università di Bologna.
" Questo tipo di piedi protesici - spiega Cappello - rappresenta un vantaggio rispetto alle protesi tradizionali di legno, perché essendo elastico accumula l´energia deformandosi e poi scaricandola, ma escluderei che possa renderli migliori dei normodotati ". Secondo l´esperto, anche se i progressi nelle protesi sono continui, l´obiettivo è raggiungere e non superare le prestazioni umane. " Provate voi a scattare senza i polpacci ", ha tagliato corto Alex Zanardi, un altro campione di coraggio. Che non per niente tifa Pistorius.
Articolo pubblicato su QN - 14 luglio 2007