In suo aiuto i volontari Humanitas. Ma le barriere architettoniche non finiscono qui.
Scandicci - Sono costretti a vere e proprie peripezie i volontari Humanitas che ogni mattina alle otto accompagnano al secondo piano del palazzo comunale una ragazza portatrice di handicap, stagista all´ufficio delle politiche sociali. L´ascensore troppo stretto rende obbligatorio lo smontaggio dei pedali anteriori della carrozzina. Una volta provveduto a questa operazione, i volontari sono costretti spingerla fino in fondo per permettere la chiusura della porta; dopodiché uno di loro, schiacciandosi lateralmente la schiena al muro, sale in ascensore insieme alla ragazza.
La porta si apre e la carrozzina viene spinta all´indietro, per accompagnare la ragazza finalmente a destinazione. " Una situazione inammissibile per la sede di un Comune come Scandicci, che si trascina ormai da troppo tempo" attacca Beppe Stilo, consigliere di Forza Italia, che ieri sull´argomento ha depositato un´interrogazione scritta al sindaco Simone Gheri. " Pur consapevole delle difficoltà dovute alla particolare struttura muraria - si legge nella missiva - ritengo doveroso in occasione dei futuri interventi mantenutivi e strutturali previsti, affrontare e risolvere il problema degli ascensori ".
Nei giorni scorsi sulla questione era intervenuto anche Umberto Mucè, presidente della Margherita a Scandicci, affetto da poliomielite dall´età di due anni. Secondo lui, le barriere architettoniche del palazzo comunale di Scandicci non si limitano di certo all´ascensore.
Anche la sala del consiglio, con le sue pedane rialzate, impedisce di fatto l´elezione di un consigliere diversamente abile. E non è finita qua . Tra pochi giorni inizia la tradizionale arena estiva nel patio interno del palazzo comunale, ma in queste condizioni, la struttura sarà inaccessibile alle persone sulla sedia a rotelle: il patio è raggiungibile solo dopo aver percorso due rampe di scale esterne. Un´impresa assurda per portatori di handicap.
L´accusa di Umberto Mucè che però aveva fatto più scalpore, è senza ombra di dubbio quella che coinvolge la nuova via Pascoli: in questa strada le persone sulla sedia a rotelle (in particolar modo se elettrica) subiscono pesanti ripercussioni alla spina dorsale a causa del dislivello presente fra i vari sampietrini, superiori in molti casi ai due millimetri.
Articolo pubblicato su Il Firenze - Gabriele Firmani - 23 Giugno 2007