Tecnologia bionica: Può scrivere, sfogliare le pagine di un libro, portare alle labbra una tazza di tè, stringere la mano di una persona che le viene presentata. Nulla di stano se non fosse che Claudia Mitchell, giovane marine americana, fa tutto questo con un braccio artificiale rivoluzionario, costruito dagli esperti del Rehabilitation Institute di Chicago.
Il nuovo arto di Claudia ( una dei cinque volontari che lo hanno sperimentato ), funziona grazie ad un sistema ingegnoso che mette in connessione la protesi con il cervello: alcuni sensori, posti sui muscoli del torace, ricevono segnali mioelettrici dal circuito cerebrale e li rinviano attraverso la pelle al braccio artificiale, che si mette in movimento. L´arto è così in grado di seguire fino a 22 diverse funzioni, con estrema naturalezza.
Articolo pubblicato su Panorama - 8 marzo 2007