14 gen
2007

Alla fabbrica dei dottor Somaro

Riformismo? Significa anche dire basta alle lauree comprate al "supermarket"

Stop alla fabbrica delle lauree taroccate. E´ un paradosso che tocchi a Fabio Mussi, leader della sinistra ds, il merito dell´unico concreto gesto riformista in una settimana dedicata dal governo alle riforme. Verrà colpita la moltiplicazione dei dottor Somaro. Questo fenomeno è il rovescio della annunciata strategia delle liberalizzazioni. Una spregiudicata interpretazione della libera iniziativa privatizza infatti finora negli altri studi soltanto l´ignoranza, dando valore pubblico a pezzi di carta senza consistenza.

Il Ministro della Università ha cominciato a disboscare il supermarket dei corsi facili e ultraveloci. Non è una operazione semplice: la materia è delicata e non può affidarsi a valutazioni superficiali. Non bastano brontolii accademici e inchieste giornalistiche a inquadrare l´intricata realtà. Non si può fare di ogni erba un fascio. Certamente il Cnvsu, Comitato nazionale di valutazione del sistema universitario, non lo farà. Altrimenti si rischia di confondere una finzione via Internet con i vantaggi dell´ausilio telematico, per non dire dei guasti di considerare come efficienza il gigantismo di certe sedi e all´opposto come debolezza le piccole dimensioni di università scientificamente ben attrezzate. Ma alcune evidenze gridano il loro sapore di scandalo. E´ un grande torto per i giovani lasciar proliferare un mercato di titoli senza fatica: i più, che hanno sudato nelle università vere, si trovano poi i concorsi ingolfati di " pari grado " dal diploma fasullo.

Il danno centrale non è neppure però in questa fittizia eguaglianza nei punti di partenza fra candidati somari e candidati con regolare preparazione: è nel deficit di competenze universitarie che condanna al declino la società italiana. Mario Draghi lo disse nella sua prima relazione come governatore delle Banca d´Italia: senza la realizzazione di un severo e moderno sistema selettivo per gli studenti e per gli insegnanti non è possibile una stabile ripresa, tanto meno un salto nazionale di qualità. Navighiamo nelle zone basse delle competenze europee, moltiplichiamo i corsi, moltiplichiamo le lauree, riduciamo i tempi, in definitiva assottigliamo la preparazione. Sorpresa per sorpresa, Mussi ci dia qualche altro gradevole cenno di indipendenza dalle ideologie di partito: lei non è un accademico, viene come laureato da un gioiello del sistema, la Normale di Pisa.

Cominci, " allo stile della Normale ", col ripensare i grandi errori di cui la sinistra è in materia corresponsabile. Troppe falle dentro la formula tre più due: laurea breve non avrebbe dovuto voler dire laurea povera. Riformismo significa anche correggere gli errori di inadeguate riforme precedenti.


Articolo pubblicato su La Nazione - Gaspare Barbiellini Amidei - 14 gennaio 2007
 

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