Un medico tratta distrofia e sclerosi: critiche e pazienti da tutto il mondo. "Non guarisco ma do sollievo".
PECHINO - Il 29 agosto 2004 un giovane giapponese tetraplegico viene operato all´ospedale Chaoyang di Pechino. Il dottor Huang gli inietta del midollo spinale una sospensione di cellule prelevate da feti abortiti: all´interno assistono anche due specialisti dell´Università di Miami. Dopo qualche ora il malato mostra già segni di miglioramento: lo confermano i due americani che nel marzo di quest´anno descrivono il caso sulla rivista Spinal Cord, il giornale ufficiale della International spinal cord society. Per Huang Hongyun soltanto un ringraziamento, ma non l´onore della firma. Nonostante fosse l´autore dell´intervento, nonostante il paziente fosse suo. " Gli americani sono venuti qui - racconte Huang - hanno visto le cartelle cliniche, hanno assistito all´operazione: mi hanno rubato i dati e li hanno pubblicati. Senza avvertirmi. "
L´ " artigiano delle staminali ", come in molti chiamano Huang, emarginato dalla comunità scientifica e criticato dagli addetti ai lavori, è sempre più popolare fra chi, malato di sclerosi laterale amiotrofica ( SLA, la malattia che in Italia ha colpito anche alcuni calciatori ), paralizzato su una sedia a rotelle da sclerosi multipla, costretto a letto da un ictus non ha più speranze. E´ un passa parola, soprattutto attraverso internet. Anche Ambrogio Fogar era pronto a partire per la Cina.
Dal maggio dell´anno scorso, sono andati da lui oltre 60 italiani. E´ il gruppo più numeroso, ma l´elenco dei pazienti è un miscuglio di nazionalità: vengono da ogni parte del mondo, dagli Stati Uniti, dall´Europa, dal Medio Oriente. " Liste di attesa? - dice il Medico - almeno un anno per chi ha lesioni al midollo. Sei mesi per chi soffre di SLA ".
Huang si è da poco trasferito all´ospedale Xishan, un´ora e mezza di auto dal centro di Pechino, vicino alle colline profumate dell´Ovest, una zona piena di parchi di divertimento. L´ospedale non è un modello di modernità, anzi è piuttosto modesto, ma il reparto di neurochirurgia, al quarto piano, è abbastanza ordinato e pulito.
" Non ho mai detto che sono in grado di guarire malattie come la SLA o la sclerosi multipla. Cerco soltanto di attenuare i sintomi e di aumentare la sopravvivenza dei pazienti. Del resto che i miglioramenti ci sono, lo hanno detto anche gli americani ". Le affermazioni di Huang sono indirizzate a chi lo accusa di non seguire i criteri della ricerca Occidentale e di non condurre studi clinici controllati. E soprattutto di non controllare i pazienti nel tempo. In effetti, un secondo studio sugli esiti a distanza di questi interventi, sempre a firma dei ricercatori di Miami, dimostra che i benefici non durano, almeno per i pazienti con danni spinali ( qualche tempo fa siti italiani hanno riportato questo studio, ma parlando erroneamente di malati SLA ). I medici dunque, sconsigliano ai pazienti il " viaggio della speranza ". Non è dello stesso avviso Ingrid H. di Hannover, appena operata da Huang: " E´ meraviglioso, riesco a muovermi molto meglio di prima e sono infinitamente grata al dottor Huang ". Ha la testa coperta da un foulard per nascondere i piccoli fori attraverso i quali il neurochirurgo le ha iniettato le cellule riparatrici.
La tecnica di Huang è piuttosto semplice: le cellule da trapiantare vengono isolate dal bulbo olfattivo dei feti abortiti, moltiplicate in laboratorio ( " non sono vere e proprie staminali - precisa Huang - ma una miscela di cellule. Quelle che funzionano sono le c.d. cellule gliali " ) e iniettate, nel cervello o nel midollo, spesso in anestesia locale.
Huang, che si è laureato all´Università di Urumqi, nell´estremo Ovest della Cina e specializzato a Pechino, ha imparato la tecnica negli Stati Uniti, da Wise Young che alla fine degli anni Novanta, la sperimentava sui topi alla Rutgers University, nel New Jersey. In America è rimasto 3 anni, poi è rientrato a Pechino e nel 2000 ha cominciato a usare la tecnica sui pazienti. Finora ne ha operati più di mille, al ritmo di 5 - 6 alla settimana, per curare persino Parkinson e Alzheimer. Complicanze? " Quelle classiche della neurochirurgia: infezioni della ferita e casi di meningite, ma rari ", ammette Huang.
Ogni intervento costa 22 mila euro ( la sanità in Cina è a carico del cittadino ), comprese tre settimane di degenza e la riabilitazione dopo l´intervento. Costi che il nostro ministero della Salute potrebbe trovarsi ad affrontare in un prossimo futuro.
Articolo pubblicato su Corriere della Sera - 30 novembre 2006