E´ un´italiana la prima disabile ad aver volato senza gravità. Per compiere un passo importante verso l´autonomia.
Elma Schippa, la prima donna disabile al mondo a volare in assenza di gravità nell´aprile 2005, si è ripetuta sui cieli del Messico partendo dal Kennedy space center. Lo ha fatto insieme agli ingegneri della Nasa, ma soprattutto grazie a Space land, un´associazione scientifico-culturale piemontese che sta cercando di promuovere il turismo scientifico aerospaziale. Tutto è nato grazie ad una trasmissione televisiva: "Guardavo Canale 5", racconta Schippa. "Stavano intervistando Carlo Viberti, ingegnere a capo della Space land. Parlava della missione scientifica che avrebbero fatto nel 2005 e cercavano gente comuni, non astronauti o ingegneri, cercavano persone con disabilità.
Ho mandato subito un messaggio in trasmissione e dopo neanche mezz´ora la redazione di Maurizio Costanzo mi ha chiamata per intervistarmi. Poi ho ricevuto un invito da Viberti, che voleva conoscermi". Elma Schippa, 32 anni, di Cortona (Arezzo), ha superato tutti i test psicoattitudinali, e si è ritrovata in viaggio per la Florida, Fort Lauderdale: "Il volo lo avremmo potuto fare anche in Francia, ma si mostrarono scettici sulle mie reali capacità di sopportare un´esperienza del genere e non hanno accettato. Viberti contattò allora una compagnia americana che fa questo tipo di voli, in assenza di gravità, per i turisti, per divertimento".
Il Boing 727 spegne i motori, picchia a 45 gradi, li riaccende e torna in posizione orizzontale; a quel punto, per 30 secondi circa, nell´abitacolo si crea l´assenza di gravità che permette di sviluppare determinati esperimenti scientifici. "Nel primo volo" racconta Schippa " c´era poca luce a bordo, quindi gli esperimenti non riuscirono perfettamente. Questa volta è andata meglio e io sono stata la responsabile del progetto. In assenza di gravità mi viene tutto più facile, anche lavorare...con la punta del naso". Fra i test effettuati in assenza di gravità c´era la verifica di una maglietta della Fondazione Don Gnocchi che trasmette i parametri vitali ad un computer attraverso sensori e le prove del face mouse, una telecamera che trasforma il naso nel cursore di un pc permettendone l´utilizzo anche a chi non può più muovere le mani.
Elma è affetta da artrogriposi: gli arti, l´ossatura, i muscoli e i tendini non si sono sviluppati bene, ed è stata operata 7 volte, "tre per gamba, per l´allungamento dei tendini, e una alla schiena per la scoliosi" dice paziente. Sostenuta dalla famiglia, è da sempre alla ricerca di normalità e vuole rinsaldare quell´autosufficenza che le ha permesso di recarsi in vacanza alle Hawaii da sola, e di girare altre parti del mondo. Un po´ come la bisnonna, attrice di teatro, di cui porta il nome, che partorì uno dei suoi tre figli in nave, al largo del Brasile. Volare in assenza di gravità le ha regalato sensazioni "fantastiche", di libertà corporea mai provata prima. "Sulla Terra certe cose, come correre o saltare, non le posso fare, ma o zero G mi sento leggerissima, non ho più la percezione del mio corpo". Schippa sogna di prendere il brevetto di volo, ma forse si accontenterebbe di guidare l´automobile.
Racconta delle barriere, quelle fisiche e quelle mentali, che ha incontrato e che sa di dover incontrare ancora; e dei desideri da inseguire giorno per giorno. Scendendo dal taxi che da Cape Canaveral la portava all´aeroporto di Orlando, si è lesionata i legamenti del ginocchio. Ricoverata nel locale ospedale, le hanno messo un tutore e adesso è in attesa di un volo per l´Italia, con quella risorsa irrinunciabile che è la sua forza d´animo, con la quale ha superato ben altre difficoltà.
Articolo pubblicato su Panorama - Francesco Camerani - 24 agosto 2006