Preso sotto forma di integratori o supplementi, non serve per rafforzare le ossa. Funziona solo se assunto con i cibi.
Contro l´osteoporosi sono molte le donne che assumono integratori di calcio e vitamine, convinte che sia un buon modo per aumentare la densità ossea. Ma queste sostanze, prese in pillole, non sono così efficaci. L´unico rimedio per rafforzare le ossa è pensarci molto prima, mettendo in pratica, fin da giovani, uno stile di vita corretto.
Lo hanno confermato gli esperti mondiali di osteoporosi riuniti a Toronto, in Canada, per l´ultimo congresso mondiale dell´International osteoporosis foundation (Ifo). Secondo uno studio presentato dalla Washington University di St. Louis, nel Missouri, le persone che assumono il calcio con gli integratori alimentari hanno un osso di qualità inferiore rispetto a quelle che lo assumono con gli alimenti, oppure che combinano pillole e cibi ricchi di calcio.
Serve altrettanto poco integrare la dieta con vitamina D, fondamentale per il metabolismo osseo, se l´organismo non ha a disposizione una scorta sufficiente di calcio, come hanno riferito al convegno esperti belgi e olandesi. "Il calcio, che rende l´osso resistente alle fratture, viene integrato meglio se proviene da cibi, fondamentalmente da latte e formaggi, ma anche da frutta secca, cereali, legumi carne e pesce azzurro" spiega Lorenzo Panella, responsabile dell´Unità operativa di riabilitazione dell´Ircs Humanitas di Rozzano.
L´effetto di una dieta corretta si manifesta soprattutto in età giovanile, quando il metabolismo dell´osso è più orientato alla costruzione del tessuto, come aggiunge l´esperto: "L´osso è la riserva di calcio dell´organismo: quando serve per qualche reazione metabolica viene smobilitato dal tessuto, a opera di cellule chiamate osteoclasti; quando ce n´è abbastanza invece, viene integrato nello scheletro dagli osteoblasti. Fino a 40 anni prevale l´attività degli osteoblasti, dopo il metabolismo si inverte e l´osso viene lentamente consumato".
Per questa ragione anche la vitamina D, che favorisce l´attività di costruzione, è utile solo se ci sono abbastanza "mattoni", ovvero ioni calcio. Ma l´alimentazione non è tutto: molto conta l´attività fisica, che influenza direttamente la struttura dell´osso. Al convegno canadese un gruppo di medici dell´Ohio ha presentato i risultati di uno studio che ha verificato qualità e densità dell´osso in bambini e ragazzi tra 8 e 18 anni, di entrambi i sessi. I giovani che praticano sport hanno un osso di miglior qualità e più denso, in particolare durante l´adolescenza.
Cominciare non basta, bisogna essere perseveranti: un gruppo di medici finlandesi dell´Università di Turku ha verificato su 142 ragazze che hanno praticato sport per quattro anni che chi ha interrotto l´attività fisica ha accumulato, negli anni successivi, meno calcio nelle ossa di chi ha continuato ad allenarsi. "La qualità dell´allenamento è fondamentale" dice Panella. "Bisogna dedicarsi allo sport almeno tre volte la settimana, privilegiando il lavoro aerobico, cioè quello che aumenta la frequenza cardiaca e l´ossigenazione dei tessuti.
E´ proprio l´aumentato apporto di ossigeno all´osso che ne migliora la qualità. Con meno di tre volte la settimana non si ottiene il risultato sperato". Chi è sempre stato sedentario ha comunque tempo fino ai quarantanni per ripensarci. "E´ quella l´età in cui i vantaggi dal punto di vista della struttura ossea cominciano a svanire per l´attività fisica; ma non bisogna dimenticare che anche le persone anziane beneficiano di un po´ di ginnastica. In questo caso rafforzano i muscoli e ne aumentano l´elasticità, due caratteristiche fondamentali per sostenere un apparato scheletrico debole e per evitare le fratture" conclude Panella.
Articolo pubblicato su Panorama - Daniela Ovadia - 22 giugno 2006