Montalto : tutti al mare SENZA BARRIERE


Sport per disabiliPoltrone galleggianti, sdraio speciali e strade nella sabbia: apre anche sul Tirreno uno stabilimento per disabili e portatori di handicap.

Via Aurelia: passi Tarquinia e associ etrusco, leggi Montalto di Castro e associ nucleare, referendum, ciminiere, bene che va asparagi e meloni certificati, campi di girasoli, l´oasi di Vulci certo, bella da mozzare il fiato, se sai che esiste e, quando lo sai, lo sai per sempre. Un paio di svincoli, per lo più ignorati dal turismo modaiolo e dai pendolari della seconda o terza casa al mare in viaggio per Capalbio e Ansedonia. Bisogna sbagliare strada, come nei film di Lynch, per fare scoperte interessanti. " Tutti al mare ", sul litorale Harmina di Montalto Marina, ha l´insegna pastello naif, il nome è l´incipit di una canzonetta popolare anche un po´ sbracata, ma quello che ci capita dentro è di assoluto rilievo, degno eccome di cronaca: il primo stabilimento su sponda tirrenica che abbatte a 360 gradi le barriere architettoniche.

Le sedie job, poltrone galleggianti per fare il bagno a mare, le sdraio allungate, le pedane che arrivano ovunque, fino alla battigia, a tutti gli ombrelloni, dalla prima all´ultima fila, al bar, nei bagni, che sono suite spaziose e lustre come nemmeno all´Hilton, con tanto di doccia funzionale. A breve ci sarà lo spazio giochi con altalene protette e l´area con attività di animazione. Scatta come il riflesso di Pavlov l´obiezione mal pensante: un ghetto di lusso per disabili dunque, l´ennesima riserva indiana. Due secondi per capire che si tratta dell´esatto contrario. A partire dal nome. Tutti al mare, mare per tutti. Nessuna carità pelosa. Non la spiaggia per il disabile, ma una spiaggia che non è ostile al disabile, differenza mica da poco se si pensa a certi bagni privati in cui l´handicap che bussa alla porta è considerato un incidente molesto, alla stregua dei cani e degli appestati.

Frequentando il Tutti al mare, normodotati immaginari possono avere la fortuna rara di incontrare e scambiare due parole con Grazia sotto l´ombrellone: 38 anni, malata di tetraparesi spastica, della serie quando l´handicap esalta l´intelligenza. Veloce di testa, intuitiva, originale, Grazia non sta nella pelle. Lei e i suoi amici, dentro quello spazio che è anche loro, si sentono un po´ come gli eroi tetraplegici di Jeffery Deaver, al centro della trama. Battono le mani non solo perché il fine è lieto. Elisa e Loriano, i due bagnini, dalla loro parte. L´emozione inedita? Il venditore di granite che arriva in passerella fino al loro ombrellone.

Certo, difficile incrociare sculettanti e aspiranti veline in perizoma, ma puoi conoscere Simona, 19 anni, artistica. Ha ripreso a parlare dopo sei anni. Digrignava a denti stretti, ma solo con la madre e con Massimiliano, l´assistente del centro riabilitativo che gioca al computer con lui in spiaggia. Aveva cominciato con un compagno di classe quasi per sfida. " Da oggi non parliamo più ". Nel tempo aveva smesso di parlare con chiunque. Una specie di anoressia della lingua. Puoi conoscere Silvia, Bruno, tanti altri. Enrico che si presenta a tutti come un gentleman, mille volte al giorno perché ogni volta è la prima volta. Monica, che non parla, non ha equilibrio, non deglutisce ma respira forte l´odore del mare. Non sta nella pelle Ivano, 43 anni, l´unico non vedente di Montalto. Una pallonata a 11 anni e addio cornea, danni irreversibili. Riconosce i passi di chiunque. Riconosce la voce di Maurizio Costanzo che è lì per l´inaugurazione dello stabilimento e lo chiama per nome come uno di famiglia.

Riconosce tra mille la voce di Salvatore Carai, il sindaco di Montalto, che si è messo in testa, e dunque lo farà, di costruire un percorso acustico tutto per lui ma non solo per lui, per consentirgli di uscire dalla gabbia del centro e raggiungere da solo la farmacia, la posta, la banca.

Non sta nella pelle Carai, ex allevatore, diploma di quinta elementare, sindaco da tre anni, cinquantenne da poche giorni. Lo chiamano " il mastino del sociale ". Tipo molto deciso. Una ruspa vivente, se si tratta di abbattere barriere e pregiudizi. Sua l´idea di collocare nei parcheggi per disabili l´insegna supplementare: " Ti lascio il mio posto se ti prendi il mio handicap ". Sempre sua l´idea di acquistare un prefabbricato da adibire a scuola elementare per i bambini della terremotata Bonafro. Augusto Battaglia, assessore alla Sanità della Regione, si sorprende quando sente il sindaco di una cittadina di appena 8 mila abitanti elencare uno zibaldone di progetti, proibitivo per comuni ben titolati.

Tra tanti sceriffi fobici, giustizieri con le stelle di latta, Carai si sente un Don Chisciotte della bassa Maremma, votato alla causa dai deboli. Si è inventato una fondazione, Solidarietà e cultura, per dare profondità e rapidità alle iniziative. Bussa alle porte delle imprese per finanziare i progetti. Un duro, un mastino. Mezzo milione di euro per acquisire lo stabilimento e adattarlo in pochi mesi. " La mia ambizione è fare di Montalto un laboratorio all´avanguardia di modelli nel campo del sociale".

I colleghi invidiosi sibilano: facile fare il Don Chisciotte, facile costruire la terra promessa e il paradiso fiscale con i soldi della centrale. Otto milioni e mezzo l´anno, la quota dell´Ici. Ma i soldi bisogna saperli spendere e Montalto ha già stanziato 6 milioni di euro per il sociale nei prossimi tre anni. Pronta per l´inaugurazione la Casa per anziani, un hotel a cinque stelle, stanno per partire la Fattoria didattica, in collaborazione con la asl di Viterbo e l´Università della Tuscia e Casa famiglia, progetto per disabili ispirato alla legge " Dopo di noi " di Livia Turco.


Panorama - Giancarlo Dotto - 28 luglio 2005

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